Vendemmia 2022

Un paio di domande a Luca Gualdana, enologo e direttore della Cantina il Poggio: uno sguardo sulla vendemmia 2022 appena conclusa, uno sguardo alle botti in cui sono in corso le fermentazioni e uno sguardo a quel che sarà di questa annata 2022, sulla bocca di tutti.

Vendemmia 2022

La parola all’enologo

“Questo 2022 è stato un anno molto difficile dal punto di vista climatico, con condizioni che hanno messo a dura prova i terreni coltivati e non solo, con carenze di acqua e siccità.

Da questa tipologia di “emergenza climatica, quello che ci si sarebbe aspettati per quanto riguarda la vendemmia 2022 era un calo nella produzione, dal momento che l’aumento delle temperature e la mancanza di pioggia scottano e stressano molto la produzione nei campi.

Effettivamente, quest’anno la produzione si è ridotta, anche se non notevolmente, rispetto ad annate precedenti. Fortunatamente, nel mese di agosto ci sono state alcune piogge che, anche se leggere e non frequenti come si sperava, hanno contribuito a rivitalizzare le piante ed i frutti.

Una delle minacce peggiori che sono state affrontate è stato lo stress idrico al quale sono state sottoposte le viti. Fortunatamente, al contrario di altri produttori, siamo riusciti a non dover ricorrere ad una tipologia di irrigazione artificiale. E dico fortunatamente poiché questa potrebbe essere causa di ritardi nella maturazione o di rigonfiamento nei frutti, che comporterebbero quindi meno aromaticità ed intensità nel prodotto finale. Ovviamente non è una pratica vietata, è infatti consentito in casi di necessità ricorrere ad un’irrigazione artificiale di emergenza.”

Cantina il Poggio

“Qui in Cantina il Poggio siamo stati fortunati anche dal punto di vista della resa, quindi la produzione di vino ha rispettato (se non superato) le nostre aspettative. E questo è stato un bene, dal momento che, come dicevo prima, la produzione è diminuita a causa di questo repentino cambiamento climatico. E’ capitato inoltre che in annate calde, anche se non come questa, la resa calasse. Molto importante è infatti prendersi cura del vigneto nel modo più opportuno.”

E i vini ?

“Da un punto di vista più organolettico, possiamo dire che le temperature ed il clima di quest’annata vedono privilegiata la produzione di vini fermi e strutturati, vini dalla forte aromaticità, maggiore corpo e intensità, più vocati all’invecchiamento e all’affinamento longevo.

Questo aumento nell’intensità e nel corpo riguarderà non solo i vini rossi, ma anche vini bianchi e vini frizzanti. Mi aspetto infatti un grande risultato dall’attuale annata del nostro Gelasio, un vino bianco da 100% uve di Malvasia Aromatica di Candia, vitigno tipico del nostro territorio parmense. Si tratta di un vino che già di suo ha una spiccata aromaticità e un corpo interessante, che ci si aspetterebbe quasi da un vino rosso. Ci immaginiamo tutto ciò enfatizzato dalle conseguenze delle condizioni climatiche di questa annata.”

Uno sguardo al futuro

“Se pensiamo al tempo che sarà necessario affinché questa emergenza climatica si affievolisca, non è da escludere un importante cambiamento in termini di tipologie coltivate. Ammesso che si inizi a prendere la questione seriamente da parte di chi di dovere. Quello che vedo nel futuro della nostra produzione (e non solo della nostra) è un tendenza sempre più marcata alla produzione di vini strutturati e di maggior corpo, molto aromatici, quasi pungenti e non esageratamente morbidi.

Visto l’andamento climatico attuale azzardiamo una considerazione: se la viticoltura nascesse in un periodo come questo, difficilmente si potrebbe pensare ad uno sviluppo produttivo improntato verso i vini frizzanti e leggeri, anche qui in Emilia dove sono parte integrante della cultura delle persone”

Vi aspettiamo in Cantina per gli assaggi, a partire da febbraio 2023!

Le degustazioni:

https://visit.cantinailpoggio.it/it/

Per approfondimenti:

https://www.wine-club.it/vendemmia-2022-tra-cambiamento-climatico-e-nuove-possibilita/

Comment ( 1 )
  • 20bet

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